
Vabbe': magari proprio tutto tutto, no. Però...
Dal 30 marzo 2000 le uniche siringhe da insulina che possono essere vendute in farmacia sono del tipo "U-100", cioè da 100 unità di insulina per millilitro. Anche il farmaco ad uso umano (l' "Humulin") è passato al nuovo dosaggio di 100 UI/ml.. Tuttavia, il farmaco ad uso veterinario (il "Caninsulin") è venduto ancora in concentrazione da 40 UI/ml. e - secondo quanto emerso nel corso di una conversazione col veterinario - in abbinamento con un numero, ritenuto (non ho capito bene da chi, visto che si rivela altamente insufficiente) congruo, di 10 siringhe nel formato adatto per ogni flaconcino da 2,5 ml. di insulina.
È indispensabile usare il tipo di siringhe corretto per la concentrazione del farmaco che si sta somministrando. Solo in caso di assoluta necessità puoi usare un tipo di diversa taratura provvedendo ad una conversione tra le differenti concentrazioni. Il fattore di conversione è pari a 2,5. Per adattare una siringa da 100 ad un farmaco in concentrazione da 40, occorre moltiplicare la lettura della siringa per 2,5; ad esempio 3 unità in concentrazione di 40 corrispondono a 7,5 unità in una siringa da 100. Però, ripeto, questa soluzione va riservata a situazioni di estrema emergenza. Il rischio di sbagliare i conteggi e generare un sovradosaggio con conseguente pericolo di crisi ipoglicemica è terribilmente dietro l'angolo.
Per cercare di facilitare questo calcolo, ho realizzato un convertitore in JavaScript. È anche possibile scaricarlo (in formato compresso "zip") per utilizzarlo quando non sei collegato a Internet.
Noi gatti abbiamo necessità di dosi mediamente piccole, spesso a passi di mezza unità. Le migliori siringhe (parlando di quelle da 100), quindi, sono quelle da 0,30 millilitri di capacità che hanno tacche di misurazione marcate e ben distanziate. Le peggiori siringhe sono quelle da 1 millilitro, le cui tacche sono molto vicine e a passi di 2 unità, rendendo molto difficile il dosaggio.
Nell'immagine a fianco vedi il particolare ingrandito delle graduazioni in una siringa da 1 ml. (a sinistra) e di una da 0,30 (a destra). In quella da 1 ml. le tacche sono così vicine che sembrano formare un'unica striscia grigia. Oltretutto, nota la differente dimensione dell'ago!.
Anche per quanto riguarda gli aghi ce ne sono di diverse misure: più o meno sottili. Io uso quelli extra sottili. Sono così piccoli che quasi non mi accorgo della puntura. Bisogna stare attenti a non piegarli, però. Nel caso succedesse, dì al tuo amico umano di non tentare di raddrizzarlo: rischierebbe solo di spezzarlo.
Le siringhe sono di tipo monouso; sono studiate per venir utilizzate una sola volta e poi buttate. Utilizzarle più volte significa adoperare materiale non più sterile. Secondo il mio veterinario un utilizzo di due volte è comunque accettabile. Pierluigi e Marina usano le siringhe una sola volta, considerando che io devo utilizzare quelle normalmente in commercio. I costi non sono eccessivi. Occorre fare attenzione a che l'ago non entri in contatto con materiale diverso dall'interno del cappuccio salva-ago e con la gomma del flacone del farmaco. In caso contrario, buttare via tutto e cambiare siringa - nessun rimpianto. Tentare di ripulire un ago sporco rischia di eliminare quel sottile strato di materiale tipo teflon che lo ricopre per favorire la penetrazione o - al limite - contaminarlo proprio col materiale utilizzato per cercare di pulirlo (impercettibili fibre di cotone, ad esempio); in ogni caso anche il piccolo foro dal quale esce il farmaco potrebbe essere rimasto contaminato, e quello non lo si ripulisce certo.
Se il tuo convivente umano deve rimettere il cappuccio ad una siringa, consigliagli di tenere la siringa ferma con una mano e muovere solo l'altra (che tiene il cappellotto, afferrandolo alla sommità) fino a far scivolare lo stesso lungo l'ago. Quindi deve afferrare alla base il cappuccio e tirare verso il basso. In questo modo ridurrà al minimo il rischio di pungersi. Tuttavia, qualora, per un incidente, dovesse ferirsi, gli basterà mangiare una caramella al miele o un cucchiaino di crema di cioccolato. Sarà del tutto inutile dal punto di vista medico (la quantità di insulina eventualmente presente sulla superficie dell'ago è talmente irrisoria che non è necessario ricorrere ad alcun antidoto), ma servirà ottimamente per ritemprare il suo morale leso...
Chi deve usare il farmaco veterinario, per sopperire in parte alla poca quantità di siringhe vendute insieme ai flaconcini di "Caninsulin" può tranquillamente riutilizzare la siringa un paio di volte, avendo cura di riporre la siringa usata in frigorifero e di sostituire ogni volta l'ago. Un buon sostituto si è dimostrato l'ago PIC "27G".
Nell'immagine qui accanto, la siringa da 40 UI e l'ago "PIC" da usare come sostituto (evidenziato da un riquadro rosso).
La goccia residua che rimane all'interno della siringa (chiamata "goccia morta") non contamina l'iniezione successiva.
Ringrazio per questa notizia Claudia, l'amica bipede di Beppe (un altro micio diabetico). Disperata per il fatto di non trovare più siringhe e rassegnata a dover comprare una nuova confezione ogni 10 giorni, si è rivolta direttamente alla Intervet (la ditta che importa il "Caninsulin" per l'Italia) dove ha trovato una persona molto cortese che le ha risolto molti dubbi. Tra cui anche quello di una inesattezza riportata sul foglietto illustrativo del "Caninsulin": non viene più distribuita la confezione con 25 siringhe per flaconi da 2,5 ml., ma solo quella con 10 siringhe. Di Claudia è anche parte del materiale usato per le foto a corredo di questa pagina.
Aggiungo solo un ulteriore trucco: dopo aver utilizzato la siringa, prima di riporla in frigo, caricarla e scaricarla di aria due o tre volte, in modo da eliminare quanto più possibile dell'insulina eventualmente residua.
Un'ultima considerazione da fare. La pattumiera non è esattamente il massimo per lo smaltimento delle siringhe, specie se in grande quantità. Informati presso la società che gestisce la raccolta dei rifiuti per la tua città: io so che, per esempio, ad Ancona è possibile portare gratuitamente le siringhe usate direttamente presso il centro di smaltimento di "Anconambiente" (in via delle Palombare). Pensaci!
Può capitare (e capiterà, purtroppo...) che sia necessario effettuare terapie per mezzo di iniezioni intramuscolari o sottocutanee con dosi troppo calibrate per le normali siringhe, anche quelle da 2,5 cc., e con farmaci troppo densi per riuscire a passare attraverso il microscopico forellino degli aghi da insulina.
In questo caso è possibile ricorrere all'espediente che ho utilizzato io durante l'ultimo ciclo di terapia antibiotica alla quale mi son dovuta sottoporre.
Da una siringa da tubercolina da 1 ml. (sufficientemente piccola, con tacche ben visibili e graduata a frazioni di millilitro) si toglie l'ago e lo si sostitusce con un ago più grande, da acquistare in farmacia. Attenzione: esistono in commercio alcuni tipi di siringhe con aghi saldati e non rimovibili! La compatibilità, dopo alcune prove, l'ho trovata adattando un ago grigio (caratterizzato dalla sigla "22G") della ditta "Pic" su una siringa per tubercolina da 1 ml. modello "Gliss" della ditta "Artsana" (che monta aghi "26G").
Nell'immagine qui accanto, la siringa e l'ago che ho utilizzato (evidenziato da un riquadro rosso).
Ovviamente questa è solo una possibile soluzione, quella che ho adottato io tra le disponibilità offerte dalla farmacia presso la quale mi rifornisco; anche le marche citate non sono assolutamente esclusive. Tu potresti trovare altre combinazioni altrettanto valide.
Allora, per prima cosa: il flacone di insulina. Di qualsiasi tipo essa sia, il flacone va tenuto costantemente in frigorifero. In caso di traslochi, con percorrenze che superino la mezz'ora, conviene usare una borsa termica (quella per i surgelati del supermercato, per intenderci). Pierluigi e Marina usano il cassetto portaoggetti dell'auto, con l'aria condizionata accesa. Penso sia inutile aggiungere che è indispensabile rispettare rigidamente la data di scadenza. Inoltre, conviene non superare un utilizzo di ciascun flacone superiore ai tre/quattro mesi. Per quanto il medicinale venga conservato secondo tutte le migliori regole, l'aria che penetra attraverso il tappo di gomma, attraverso la miriade di fori prodotti dell'ago porta ad un naturale decadimento dell'insulina. Anche se il flacone non è ancora vuoto, anche se mancano alcuni mesi alla data di scadenza, dopo quattro mesi di utilizzo è bene comprare una nuova confezione.
Sul flacone c'è scritto "agitare prima dell'uso". Agitare non significa sottoporre il farmaco ad un terremoto del decimo grado! Qualche rotazione, fatta con calma, a "testa insù e testa ingiù" della boccetta sarà sufficiente, anche perché l'insulina rischierebbe di decomporsi se sottoposta a forte scuotimento. Una volta caricata la giusta quantità di insulina nella siringa, occorre riporre immediatamente l'insulina residua nella scatola di cartone (al riparo dalla luce) e in frigo, specie nel periodo caldo.
Seconda cosa: la siringa. Una volta levato il sigillo di garanzia e il cappuccio salva-ago, è opportuno far andare un paio di volte lo stantuffo al fine di rendere più fluido il movimento. Quindi, tenendo il flacone a testa ingiù, bisogna caricare lentamente la siringa, ben oltre la dose da iniettare. In questo modo eventuali bolle d'aria verranno convogliate tutte verso l'ago (in alto). Premendo delicatamente lo stantuffo fino a misurare la quantità corretta di insulina, l'aria e l'eccesso di farmaco verranno espulsi dalla siringa. In caso di errata o incerta misurazione è meglio non aggiustare millimetricamente la dose, ma ripetere daccapo il caricamento della siringa. Solo a questo punto è possibile estrarre la siringa dal flacone. Rimettere il cappuccio salva-ago prima di posare la siringa su qualsiasi superficie. È forse il caso di attendere qualche minuto, prima di fare l'iniezione, in modo da consentire all'insulina nella siringa di raggiungere la temperatura ambiente.
Ultimo punto: l'iniezione vera e propria. Su questo argomento posso, al più, fornire una spiegazione tecnica. Se non l'ha già acquisita altrove, la "mano di fata" il tuo compagno umano se la dovrà fare (purtroppo!) su di te...
Intanto, tu: dovrai fare iniezioni vita natural durante. Quindi, fattene una ragione e togliti quell'espressione seccata dal muso. Arriverai anche tu al punto di chiamare il tuo amico bipede al momento giusto per essere "piccottato"; diventerà anche questo un rito come tutti quelli che contornano la tua giornata e la tua convivenza con gli uomini. Se sei un bel micione di sesso maschile... scusami, ma parti svantaggiato: i maschi sono, lo so per esperienza, i più fifoni quando si tratta di medicinali & C. Stai tranquillo, comunque: gli aghi sono così sottili e vanno così poco in profondità che neppure te ne accorgerai.
Sulla groppa o sulla coscia posteriore, purché l'iniezione sia sottocutanea e non intramuscolare (né, tantomeno, in vena!) va bene qualsiasi posto, purché sia tu che il tuo amico umano siate a vostro agio. Per dire: Marina le iniezioni me le fa tra le scapole, e mi vuole sul pavimento; Pierluigi me le fa sulla coscia e mi sistema sulla spalliera del divano del salotto; io... ne farei volentieri a meno! Per evitare che il farmaco penetri nel muscolo (si avrebbe un'assimilazione anomala dell'insulina con rischio di crisi ipoglicemica) basta che l'uomo ti sollevi un po' la pelle nel punto prescelto e poi infili l'ago nella pelle così sollevata. Se, premendo lo stantuffo, si incontra particolare resistenza può voler dire che si sta andando intramuscolo, quindi occorre interrompere immediatamente e (senza ricaricare la siringa) procedere ad una nuova iniezione utilizzando l'insulina residua. Se il pelo attorno al punto di iniezione risulta bagnato può voler dire che tutto o parte del farmaco è andato perso; in questo caso non ripetere assolutamente l'iniezione: non si può sapere quanta parte sia stata correttamente iniettata e quanta sia finita fuori e il rischio di un sovradosaggio è altissimo. Non farti massaggiare la zona dopo l'iniezione: anche questo accelererebbe l'assimilazione dell'insulina con rischio ipoglicemia.
È piacevole che, prima e dopo, ci sia qualche affettuoso scambio di coccole. Se preferisci, puoi anche farti prendere in giro dai tuoi conviventi a due zampe che ti tengono nascosta la siringa fino all'ultimo momento. Io voglio piuttosto guardare sempre la siringa, prima: sia Marina che Pierluigi me la mostrano; ed io so benissimo che verrò punta e dove (a seconda di chi mi trovo di fronte), perciò è perfettamente inutile che tra noi si usino dei sotterfugi. Pierluigi, poi - dopo l'iniezione - usa la siringa (con l'ago ben rinchiuso dal suo cappuccio!) per passarmela sul pelo, farmi qualche carezza e, a volte, mi lascia anche mordere lo stantuffo - per vendetta!
Certi umani ti possono arrivare di soppiatto alle spalle mentre stai facendo qualcos'altro (mangiando, bevendo o facendo toilette) per farti l'iniezione; alcuni mici sono così restii che è necessario che gli umani siano due o tre insieme. Viene da chiedersi se sia peggio la malattia o il tentativo di contrastarla. La maggioranza, per fortuna, non ha grossi problemi.
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