Primo piano del muso di Carotina.

Il diabete nel gatto:
Le complicanze.

[Homepage][Pagina indice][Pagina indice area presentazione]

[Pagina indice area diabete][Selezione di altri siti][Form di invio messaggi][Pagina indice area varie]

Home page > Pagina indice > Indice di questa area > Le complicanze del diabete

Premessa fondamentale.

Attenzione: come per gli umani, anche per gli animali vale il principio che ciò che va bene per uno di loro, non è detto che vada bene per tutti gli altri! Prima di seguire diete, o di prendere medicinali, o stabilirne i dosaggi, è fondamentale che ti consulti col tuo veterinario!

Le informazioni di queste pagine sono state raccolte e assemblate da personale non medico e non veterinario. Pierluigi e Marina sono semplicemente i miei coinquilini bipedi, e tutto quanto esposto in questo sito è frutto della nostra esperienza quotidiana "sul campo".

La mappa di questa sezione:
Capitoli contenuti in questa pagina:Capitoli contenuti in altre pagine del mio sito:Collegamenti ad altri siti (si aprono in una nuova pagina):

Cos'è e come si contrasta l'ipoglicemia.

Al pari dell'eccesso, anche la situazione opposta (ovvero la carenza di zucchero nel sangue) deve essere tenuta sotto controllo. Anzi: questa situazione è molto più seria e pericolosa. Un abbassamento del tasso di glucosio normalmente non avviene in modo repentino, ragion per cui il nostro corpo riesce a reagire inviando al cervello un segnale di "fame" che ci fa assumere cibo e ci fa risalire il tasso di zuccheri.

A seguito di un'iniezione di insulina, tuttavia, tale calo può essere molto rapido. In questo caso il nostro cervello non fa in tempo ad inviare i corretti segnali di allarme e si rischia la crisi ipoglicemica.

Se tra gli umani si può usare la voce per chiedere aiuto, sono ancora troppo pochi i bipedi che sanno correttamente interpretare il miagolio e distinguere quello che è una richiesta di soccorso da quello che può essere un semplice "ciao".

Come fare, allora? Il segreto sta nell'osservare quelli che sono i segni collaterali dell'insorgenza di una crisi ipoglicemica. Questi segni possono essere presenti in combinazioni diverse tra di loro, per cui è importante che vi sia, tra i due- e i quattro-zampe che condividono lo stesso tetto, una conoscenza profonda e reciproca.

Io ti dico quelli che ho imparato a notare su di me e che ho insegnato a Marina e Pierluigi a tenere sotto osservazione; il tuo veterinario potrà meglio consigliarti in base alla sua esperienza e alla sensibilità degli amici umani coi quali convivi.

Tanto per cominciare: bisogna che spieghi ai tuoi compagni che l'iniezione va fatta secondo le indicazioni del veterinario e rispettando le dosi, ma che deve essere comunque commisurata alla quantità di pappa che mangi. In certi casi, quando non mi sento di cenare del tutto o mi limito a spiluccare qualche croccantino, l'iniezione serale è stata addirittura saltata. Altre volte, anziché la dose solita, me ne è stata iniettata un poco di meno. Mai di più! Nessun veterinario, per quanto bravo, saprà conoscere un gatto meglio del proprio compagno umano. Pertanto, deve essere quest'ultimo a valutare se effettuare quei piccoli ritocchi alla terapia in funzione della situazione.

Ti starai chiedendo se quanto appena detto non contrasti con quanto scritto in apertura di pagina circa l'importanza di non stabilire dosaggi di testa propria. Ti rispondo subito: no! Un conto è lo stabilire la dose giornaliera e la sua distribuzione durante l'arco delle 24 ore, un conto è effettuare quei piccoli aggiustamenti che si rendono necessari durante la terapia.

La crisi ipoglicemica generalmente coincide con il punto in cui la curva glicemica (che sicuramente il tuo veterinario ti fa periodicamente, vero?) è al valore minimo. Questo valore dipende dalla tua costituzione corporea, dalla quantità di pappa mangiata, dal tipo di insulina, da quanto tempo prima o dopo l'assunzione di cibo avviene l'iniezione. Per cui è necessario prestare la massima attenzione al momento temporale più a rischio. Stabilito quel momento i tuoi compagni umani devono fare in modo di essere presenti ed attenti per contrastare un'eventuale crisi.

Ci sono alcuni indicatori che possono far sospettare che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Movimenti scoordinati, difficoltà nel riconoscere le persone e gli oggetti altrimenti così familiari, un miagolio di richiesta di aiuto sono i primi segnali.

A questo punto è necessario che l'uomo intervenga. Un omogeneizzato con l'aggiunta di un po' di zucchero (imboccandomi con un cucchiaino), oppure una iniezione sottocutanea di acqua zuccherata dati al momento giusto mi hanno salvato da una situazione critica. Non è prudente che ti "sparino" in bocca l'acqua zuccherata con una siringa privata dell'ago perché il riflesso di deglutizione, in questa situazione, è piuttosto ridotto, ed una simile soluzione rischierebbe di mandare l'acqua nell'apparato respiratorio, anziché per il verso giusto.

Se si va oltre senza porre rimedio, si arriva all'insorgenza di convulsioni e al coma ipoglicemico che conduce alla morte.

Bisogna prestare attenzione a che gli umani non si facciano prendere dall'ansia e dalla paranoia. Occorre spiegare loro che, quando dormiamo e sogniamo, spesso abbiamo movimenti che possono essere confusi con le convulsioni. Solo la conoscenza delle nostre abitudini e dei nostri comportamenti che deve approfondirsi già prima dell'insorgenza del diabete ci metteranno al riparo dall'essere svegliati all'improvviso da un bipede allarmato inutilmente dai nostri movimenti mentre stiamo sognando di rincorrere qualche topo a cui diamo la caccia...

Un altro rischio è il vomito. Può capitare che, dopo l'assunzione di cibo, magari per un bolo di pelo che si è formato nello stomaco durante la pulizia quotidiana, si abbia il classico rigurgito (per quanto i miei conviventi umani mi curino, con pettine e spazzola, nessuno saprà mettermi in piega il pelo meglio di come faccia io con la mia lingua rasposa).

Se mi capita di rigettare, in genere, lo faccio in posti in vista e vado sempre a chiamare Pierluigi o Marina. Ma ho saputo di altri mici che vanno a vomitare di nascosto. È una situazione altamente a rischio ipoglicemia: se il tuo compagno non se ne accorge, l'insulina che ti ha iniettato, o che si accinge ad iniettare, potrebbe condurti a morte in quanto non controbilanciata da sufficiente quantità di glucosio.

[Torna su]

Cos'è la chetoacidosi.

È un'altra possibile complicazione del diabete, che può anche risultare mortale, se non trattata con urgenza e a dovere.

I segni che più frequentemente si sono notati in presenza di tale complicanza variano dalla perdita di appetito (attenzione a non confondere una temporanea svogliatezza o la stanchezza per una particolare scatoletta con una perdita di appetito di tipo patologico) alla letargia (cioè alla sonnolenza - anche qui, non confondere il normale sonnellino o un momento di pigrizia con una situazione patologica); dal vomito e/o diarrea (ancora: non è il caso isolato che crea problema) fino al collasso.

A volte è possibile avvertire un odore fruttato (come di pere mature) del respiro.

È fondamentale, in caso accertato o anche solo di dubbio, ricorrere al più presto all'esame del veterinario.

Nei casi più gravi può essere necessario iniettare insulina (sotto strettissimo controllo veterinario) direttamente in muscolo o in vena per un rapido assorbimento. Occasionalmente può essere necessario iniettare antibiotici e/o bicarbonato.

[Torna su]

[Home] [Pagina indice] [Pagina di presentazione] [Conoscere il diabete] [Altri siti] [Scrivimi] [Di tutto un po']

Testi e foto copyright © 2001/2010 by Pierluigi & Marina. Tutti i diritti riservati.