Indirizzo del sito: http://www.gattadiabetica.it
Autori: Carotina, Marina & Pierluigi (catmaster@libero.it)
Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2004.
Attenzione: come per gli umani, anche per gli animali vale il principio che ciò che va bene per uno di loro, non è detto che vada bene per tutti gli altri! Prima di seguire diete, o di prendere medicinali, o stabilirne i dosaggi, è fondamentale che ti consulti col tuo veterinario!
Le informazioni di queste pagine sono state raccolte e assemblate da personale non medico e non veterinario. Pierluigi e Marina sono semplicemente i miei coinquilini bipedi, e tutto quanto esposto in questo sito è frutto della nostra esperienza quotidiana "sul campo".
Ritengo utile raccontarti un po' dei miei acciacchi, anche di quelli di gioventù. Tranquillo, non la farò lunga: solo le cose essenziali.
Ti ho già accennato nella mia pagina di presentazione ai guai intestinali avuti in allevamento, guai che mi hanno lasciato una intolleranza ai latticini.
Il primo grosso problema lo ebbi all'età di due anni e mezzo: nel marzo del 1990 una serie di perdite purulente dalla vagina misero in allarme i miei amici umani che mi portarono di corsa dal veterinario. Ad un esame obiettivo risultai avere una massa cordonale riferibile all'utero; la temperatura era di 39.4 °C; presentavo disoressia (con questa parola si indica una generica alterazione del senso dell'appetito. In altri termini, non seguivo più i miei orari normali per i pasti) e non andavo in calore da ben 14 mesi! Il dottore consigliò un'operazione di ovarioisterectomia: praticamente la perdita della fertilità. Non avrei mai potuto avere dei gattini!!! Tuttavia, quell'intervento chirurgico mi salvò la vita: dopo l'operazione, ascoltando i discorsi dei miei compagni umani, seppi che, in caso non fossi stata operata d'urgenza, non sarei sopravvissuta 24 ore... BRRR! Che paura!
Ancora nel 1997 (a quasi 10 anni d'età!) avevo dei valori di esame del sangue invidiabili:
| Globuli rossi | 8,6 milioni |
| Globuli bianchi | 15800 |
| Hgb | 15,4 |
| Ht | 46500 |
| Plt | 92000 |
| Creatinina | 1,7 |
Lo so: tanti paroloni tecnici. Ma il significato, a detta del veterinario che mi cura, è che sono valori del sangue di una gatta di quattro anni!
Il 19 agosto 1999 faceva molto caldo, come nei due-tre giorni precedenti. Bevevo molta acqua e facevo tanta pipì. Mostravo di avere molta fame, nonostante il caldo non invogliasse molto a mangiare. I miei compagni umani decisero che non era normale un simile comportamento, e mi accompagnarono dal veterinario il quale mi sottopose ad un completo esame del sangue.
E qui, la brutta notizia: la glicemia era salita a 459!!!
Immediatamente (ore 17.30), mi venne praticata un'iniezione di 2 unità di insulina; un'ora dopo avevo ridotto il glucosio nel sangue al valore di 395.
Il resto degli esami del sangue non era male:
| Azotemia | 24 |
| Bilirubina | 0,2 |
| GOT | 15 |
| GPT | 37 |
| Fosfatasi | <50 |
| Creatinina | 1,5 |
| Globuli rossi | 8,5 |
| Globuli bianchi | 15,1 |
| Hb | 10,2 |
| Ht | 36,1 |
| Piastrine | 235000 |
L'esame delle urine presentava i seguenti valori:
| Proteine | negativo |
| Glucosio | 4+ |
| PS | 1015 |
| Ph | 6 |
| Leuc. | positiva |
Mi vennero prescritte due iniezioni al giorno di insulina: 2 unità al mattino e altre 2 alla sera di "Caninsulin" in concentrazione da 40 unità per millilitro.
Il 20 agosto venni sottoposta ad un esame più approfondito e ad una curva glicemica che evidenziò il periodo di massima azione dell'insulina a distanza di 8 ore dall'iniezione.
Sul finire di agosto ero arrivata a 6 unità di insulina al giorno (3 al mattino, 3 alla sera). Successivi esami evidenziarono una risposta inadeguata al "Caninsulin".
Il 22 settembre 1999 passai all' "Humulin L", l'insulina umana ad azione lenta (2 + 2 unità al giorno). Nuova curva glicemica. Da fine ottobre, 3 + 3 unità. Esame fruttosamine: 4100 µmol/l.
16 febbraio 2000. Cristina, una mia amica umana che mi fa il bagno nel suo salone per animali circa una volta al mese (una cosa che apprezzo moltissimo, se si ricorda di non inondarmi di profumo...) nota qualcosa che non va nella mia zampa. Ad una visita veterinaria approfondita viene evidenziata una neoformazione alla zampa posteriore destra. Prima di operarmi, decidono di sottopormi ad alcuni esami:
| peso | 3.6 Kg. |
| glicemia | >450 |
| fruttosamine | 583 µmol/l |
Il 22 di quello stesso mese arriva l'esito dell'esame citologico della neoformazione: probabile neoplasia mesenchimale. Occorre operare.
1 marzo: mi viene amputato il dito interno della zampa posteriore destra, con ricostruzione plastica dell'arto. L'esame istologico rivela un fibrosarcoma ben differenziato. La possibilità che si ripresenti è piuttosto alta, tuttavia una recidiva dovrebbe essere circoscritta al medesimo piede.
A casa, i miei amici umani mi danno un altro soprannome: "Tippete", (come il coniglietto dei cartoni animati di Walt Disney) a causa del mio continuo scrollare il piede nel tentativo (vano) di cavarmi quelle bende dalla zampetta ferita. Quando, dodici giorni dopo, torno dal veterinario per farmi togliere i punti, sono una paziente modello e tengo la zampina ferma senza bisogno di essere tenuta dagli umani. Loro si sono stupiti che io mi rendessi conto che quanto mi stavano facendo fosse per il mio bene. Ma che vi credete? Sono una gatta intelligente, io!
30 marzo 2000: l' "Humulin L" cambia dosaggio: le nuove confezioni sono da 100 UI/ml, contro le precedenti 40. Le siringhe di vecchio tipo non sono più vendibili. Per me cambia poco, ma penso con angoscia a tutti i miei compagni animali che sono sotto terapia con "Caninsulin" le cui confezioni continuano ad essere prodotte nel vecchio dosaggio.
Ad ogni buon conto, devo dire che nel corso di un colloquio recente avuto col veterinario (e riconfermato ancora pochi giorni fa dalla farmacista), ho saputo che, insieme alle confezioni di "Caninsulin" in concentrazione da 40 unità, vengono fornite anche le relative siringhe, per cui problemi non sembrerebbero essercene.
Il 26 luglio, a causa di una crisi di debolezza successivamente alla somministrazione della solita dose (3 unità) di insulina, vengo ricoverata per un esame completo:
| Glucosio | 33 |
| Fal | 27 |
| GGT | 2 |
| Azotemia | 10 |
| GPT | 75 |
| GOT | 51 |
| Albumina | 2.8 |
| BIT | 1 |
| COL | 106 |
| Pro | 7.0 |
| Cre | 0.99 |
24 agosto: crisi ipoglicemica. Si passa a 1,5 + 1,5 UI/giorno.
Vengo sottoposta ad una terapia antibiotica a causa di perdite purulente e sanguinolente dalla vagina. Nel giro di una settimana sono completamente rimessa.
27 gennaio 2001: per contenere i fenomeni diarroici degli ultimi tempi, mi si prescrivono crocchette di tipo intestinal piuttosto che quelle specifiche per i gatti diabetici. Le cose migliorano.
Settembre 2001: durante il periodo estivo i miei amici umani hanno ridotto le dosi di insulina da 2 + 2 a 1.5 + 1.5 prevenendo in questo modo l'insorgenza di crisi ipoglicemiche che tendono a trovare terreno fertile nelle temperature eccessivamente alte o basse.
Dicembre 2001: nelle ultime settimane si era tornati a 2 + 2 unità. Il freddo pungente di questi ultimi tempi, riducendo di fatto il mio metabolismo, ha anche alterato l'assimilazione dell'insulina. Nel giro di una settimana le crisi ipoglicemiche sono tre, tutte e tre prontamente tamponate da Marina (Pierluigi, accidempolina!, è fuori casa per gran parte della giornata. "Devo pur guadagnare i soldi per comprarti da mangiare", dice!). Anche in questo dimostro di essere una gatta intelligente: ho imparato bene a riconoscere i primi segni di una crisi, così quando mi sono accorta di quanto stava accadendo sono andata di corsa a chiamare Marina perché mi aiutasse, con un po' di omogeneizzato, a ristabilire il corretto livello di zucchero. Sentito il veterinario, siamo tornati a 1.5 + 1.5 UI/giorno.
Aprile 2002: le mie ultime analisi forniscono i seguenti risultati:
| RBC | 9.71 |
| Hb | 11.6 |
| Hct | 59.9 (un po' troppo alta) |
| MCV | 62 |
| MCH | 12 |
| MCHC | 19 (troppo bassa) |
| RDW | 17.4 (un pelo oltre il massimo) |
| WBC | 13.6 |
| AST | 36 |
| ALT | 45 |
| ALP | 63 |
| GGT | 2 |
| Bilirubina tot. | 0.11 |
| Proteine totali | 7.02 |
| Albumine | 3.1 |
| Globuline | 3.9 |
| Rapporto A/G | 0.79 |
| Colesterolo | 83 |
| Urea | 73.3 |
| Creatinina | 1.90 |
| Glucosio | 273 |
| Calcio | 9.98 |
| Fosforo | 5.94 |
| Fruttosamina | 2.8 µmol/l |
Curva glicemica (la pappa e l'iniezione, 1.5 UI, alle ore 6.30):
| Ore | Valore |
|---|---|
| 10.30 | 150 |
| 13.10 | 175 |
| 16.00 | 240 |
| 19.30 | 275 |
Maggio 2002: vado a fare una previsita in vista della profilassi antifilariosi. L'esame risulta negativo: posso sottopormi senza rischio alla profilassi. Un controllo della glicemia dà un risultato di 121. Quasi normale!
Un paio di crisi ipoglicemiche convincono Marina e Pierluigi, sentito il veterinario, a passare a 1 + 1 UI. Nonostante questa riduzione ho una nuova crisi; proviamo con una sola iniezione da 1 UI, la mattina - salvo verifica a distanza di un paio di giorni. Un consistente incremento della poliuria notturna, li convincono a tornare alle due iniezioni, 1 + 1.5 unità, al giorno.
25 giugno 2002: Pierluigi sente che la pipì ha uno strano odore; troppo strano. Vengo portata dal veterinario per un controllo e risulta una infezione batterica alle vie urinarie. Del resto, è la mia stessa pipì, per forza di cose zuccherina, ad essere un buon terreno di coltura per eventuali batteri. Terapia antibiotica che si protrae per venti giorni. Durante le ferie dei miei compagni umani saranno Franca e Paola (che gestiscono la pensione dove passo le mie vacanze) a darmi la pastiglia, ben mescolata alla pappa. In occasione di questa visita mi viene provata la glicemia (ormai è uno standard: ogni volta che si va dal veterinario mi tolgono un paio di gocce di sangue per la misurazione). Alle ore 10 registro 114; alle ore 16, 207.
24/26 luglio: di rientro dalle ferie e ad un mese di distanza dal precedente test, mi sottopongono ad una nuova coltura batterica delle urine per controllare se sia andato tutto a posto. In effetti, anche se la pipì non ha più cattivo odore, vi sono ancora batteri residui che hanno resistito alla terapia. Dopo un test di efficacia effettuato sulla coltura, inizio un nuovo ciclo con un altro tipo di antibiotico.
Con l'occasione, mi sottopongono ad una serie completa di esami, curva glicemica compresa, che fornisce i seguenti risultati (iniezione mattutina di 1 UI alle ore 7.15 - a digiuno, senza curarsi del mio stomaco che brontola):
| Ore | Valore |
|---|---|
| 9 | 330 |
| 11 | 182 |
| a questo punto mi hanno dato un po' di pappa (era ora!!!), senza iniezione; poi: | |
| 13.15 | 152 |
| 16 | 185 |
| 19.20 | 265 |
Gli altri esami evidenziano valori fuori norma solo per transaminasi (ALT - IU/L 159), Urea (mg/dl 85.7), Creatinina (mg/dl 1.97) e Glucosio (mg/dl 354 - valore relativo al 24 luglio, ore 17).
31 Luglio: Pierluigi, facendomi le coccole come al solito, si accorge che ho fastidio quando mi passa il dito sulla guancia destra. C'è qualcosa che non quadra: si va dal veterinario. Lì mi scoprono una ulcerazione alla gengiva inferiore destra. Una iniezione di antinfiammatorio non cortisonico si rivelerà sufficiente a farla regredire.
26 Agosto: Terminato il ciclo di iniezioni di antibiotico e trascorso un po' di tempo per stabilizzare i valori, torno dal veterinario per un controllo. I batteri sono stati debellati. Tuttavia un effetto collaterale del fortissimo antibiotico mi ha causato un ascesso sulla coscia (drenato dalla veterinaria) ed un paio di ulcere cutanee, che Marina e Pierluigi mi stanno curando con un gel cicatrizzante. Come al solito, ne approfitto per farmi sottoporre alla consueta curva glicemica. È importante fare questo controllo periodicamente, ma sono seccata dal fatto che devo restare a digiuno! Dopo l'iniezione mattutina di 1,5 UI, registro questa serie di valori:
| Ore | Valore |
|---|---|
| 8.45 | 309 (lo stress da trasportino non perdona!) |
| 10.45 | 148 |
| 13.45 | 159 |
| 16.00 (ancora a digiuno!!!) | 144 |
| 18.30 | 171. |
4 ottobre: Altra visita di controllo, altra curva glicemica. Il valore iniziale è da paura: 536 alle ore 9!!! Il valore va gradualmente calando nel corso della giornata. Già alle 10.30 è di 371. Poi:
| Ore | Valore |
|---|---|
| 12 | 306 |
| 13.20 | 264 |
| 16 | 137 |
| 17 | 121 |
| 19 | 199 |
14 ottobre. No, no, no e poi no! Sono arcistufa di essere punta sempre e dappertutto. Non lascio avvicinare nessuno a farmi il prelievo! Soffio ogni volta che mi si avvicina qualcuno con la siringa. Torno a casa, per la prima volta, senza essere stata quella paziente docile e remissiva che i veterinari conoscevano. Paziente, sì, ma c'è un limite a tutto!
17 febbraio 2003: Nuova curva glicemica; stavolta sono docile come il solito.
| Ore | Valore |
|---|---|
| 9 | 445 |
| 11.10 | 339 |
| 13.15 | 382 |
| 17.15 | 482 |
| 19 | 475 |
20 maggio 2003: Visita di controllo generale, in vista del prossimo periodo di ferie e del trattamento antifilariosi (con compresse di "Cardotek") a cui dovrò sottopormi. I dati generali sono tutto sommato discreti, se si eccettua un valore un po' troppo alto per creatinina (2.98 mg/dl), urea (198 mg/dl) e fosforo (6.35 mg/dl). Le fruttosamine sono buone (3.5 mmol/L).
Luglio 2003: Partenza per le ferie. Dopo un paio di giorni di permanenza in pensione, Franca e Paola notano una certa svogliatezza sia comportamentale che nell'assumere cibo. Vengo riportata dal veterinario che mi risottopone ad una serie completa di test, dai quali, tuttavia, non emergono sostanziali variazioni rispetto ai valori di maggio. Viene notata una difficoltà nei movimenti attribuita, in prima istanza, a problemi di carattere artrosico-reumatoide (gli anni, e gli acciacchi, cominciano a farsi sentire, e il passo non è più così felpato come un tempo). Mi viene fatta una iniezione di anti-infiammatorio che ha l'effetto di calmare il dolore e di farmi mangiare e muovere meglio.
Rientrata a casa, Cristina, mentre era intenta a farmi il solito bagnetto, si accorge di una grossa "palla" all'altezza di una mammella, vicino la zampa posteriore destra. Immediatamente vengo portata dal veterinario che constata la presenza di un ascesso (probabilmente causato da una microferita infettatasi) da drenare e da trattare con terapia antibiotica. Si dimostrerà questa la vera causa della mia apparente svogliatezza. Per i successivi 14 giorni vengo sottoposta ad una iniezione di antibiotico al giorno e vedo i carissimi (!!!) amici veterinari per ben 11 volte; durante queste due settimane in più occasioni spremono e lavano l'ascesso con una soluzione disinfettante, con il piacere, da parte mia, che si può ben immaginare! Per compensare l'inappetenza derivante dagli antibiotici, mi sono stati presentati anche piatti nuovi: dalla carne in scatola (di cui ho apprezzato particolarmente la gelatina) a confezioni di cibo contenenti, magari, anche carboidrati - controindicati per il diabete ma in questa fase tremendamente necessari per farmi riprendere peso.
Tutto questo trattamento, comunque, ha sortito i risultati previsti: sono tornata ad aumentare di peso (ero arrivata a 3.5 chilogrammi, dai 4 iniziali; e passando una mano sulla mia schiena mi si sentivano tutte le vertebre); ho ripreso a mangiare normalmente e con appetito; ho ritrovato (caldo permettendo) la voglia di giocare...
Agosto 2003: Il caldo torrido di quest'estate influenza anche il metabolismo e l'assorbimento dell'insulina. L'insorgenza di una crisi ipoglicemica convince Marina a ridurre la somministrazione d'insulina ad 1+1 UI al giorno.
7 novembre 2003. Da un paio di giorni sto starnutendo e dal naso mi esce un po' di sangue. Inizialmente Pierluigi e Marina, sentito il veterinario, pensano a qualche capillare rotto per lo sforzo, ma l'aumento di sangue espulso ad ogni starnuto e l'apparire di materiale chiaramente purulento dal nasino li convincono ad una visita più approfondita. Il veterinario trova la radice di un canino e quella di un molare che si sono infettate; occorre estrarre i due denti (ormai ce ne sono rimasti proprio pochi!); l'anestesia è molto leggera e dopo poche ore sono già in grado di tornare a casa, anche se dovrò sottopormi ad una serie di iniezioni di antibiotico piuttosto dolorose e che mi causeranno alcuni ascessi sottocutanei, tutti - per fortuna - regrediti completamente. Ne resiste solo uno, tra le scapole, che mi ha lasciato una cicatrice che non ne vuole sapere di rimarginarsi come si deve. Mi fanno anche una radiografia che non rivela particolari problemi.
Metà novembre: Il sanguinamento è cessato, assieme agli starnuti. Le iniezioni di antibiotico (due tipi diversi) vanno avanti per quasi venti giorni, per precauzione. Per tamponare la sofferenza renale che, dalle ultime analisi, comincia ad evidenziarsi con un aumento dei valori di urea e di creatinina passo a croccantini di tipo "renal". Sono proprio buoni; mi piacciono di più di quelli di tipo "intestinal". Inoltre, i dottori dicono che mi fanno bene!
Fine novembre: a qualche giorno dalla sospensione della terapia gli starnuti ricompaiono, violenti, con fuoriuscita di sangue e pus. I veterinari valutano l'ipotesi di una endoscopia (dovrebbero infilarmi una microscopica telecamera nel nasino per vedere cosa c'è dentro). Sarebbe l'unica via per capirci qualcosa di più, visto che la radiografia non è stata di aiuto. Le microscopiche dimensioni delle mie narici consigliano di attendere ancora: il rischio di ferirmi la mucosa interna è troppo alto. Si ricomincia con l'antibiotico. Stavolta, però, niente iniezioni: tante sedute di aerosol (puzzolente!), chiusa dentro il trasportino (leggi la descrizione sulla tecnica utilizzata).
20 gennaio 2004. È deciso: guarderanno dentro le mie narici con un tubicino e una microcamera. Vado "in trasferta" presso lo studio veterinario di alcuni colleghi dei miei soliti dottori, in quanto più attrezzato per questa delicata operazione. Vengo addormentata e mi sottopongono all'esame endoscopico che rivela la mucosa altamente infiammata. Viene prelevato un piccolo pezzetto di tessuto che verrà analizzato per ottenere dati più certi. Ritorno a casa arrabbiatissima: mi hanno fatto stare a digiuno per tutto il giorno, mi hanno rivoltata come un calzino e hanno guardato dentro il naso (ho anche la videocassetta dell'operazione). Per di più dovrò sottopormi ad un'altra serie di antibiotici; questa volta presi per bocca, tramite una siringa senza ago. Manco a dirlo, il sapore fa schifo! Una cosa da incubo che è durato un mese. Marina mi teneva ferma, Pierluigi con la siringa mi "sparava" in bocca - in due o tre riprese - un millilitro di acqua in cui era stata sciolta la pastiglia di antibiotico.
22 febbraio. Vengo sottoposta ad analisi complete del sangue. Ho sospeso la terapia da una settimana circa. I valori sono tutto sommato quelli che ci si aspettava: alti per urea e creatinina (rispettivamente: 150 e 3.88 mg/dl - erano 109 e 3.06 nelle precedenti analisi del 27 ottobre 2003); alto, ma non da paura il glucosio (200 mg/dl stavolta contro i 639 della volta precedente); ottime le fruttosamine: 230 µmol. Sospesa la terapia.
13 marzo. Ho appena scritto le ultime note al sito. Ho tardato ad aggiornarlo perché aspettavo i risultati definitivi di tutto questo stato di cose. Ad oggi il nasino ha smesso di sanguinare, non ci sono più crosticine sulle narici e, a parte la difficoltà a camminare e saltare dovuta all'età avanzata, mi sento in forma perfetta. Ieri l'altro ho persino chiesto a Pierluigi di farmi correre un po' sul lettone giocando a dare la caccia alla cintura; lui, naturalmente, non s'è fatto pregare!
| RBC | 6,42 milioni / µL |
| Hb | 9,3 g/dL |
| Hct | 29,2 % |
| MCV | 45 fL |
| MCH | 14,5 pg |
| MCHC | 31,9 % |
| WBC | 18,7 / µL |
| PLT | 108000 / µL |
| MPV | 8,6 fL |
| AST | 27 IU/L |
| ALT | 56 IU/L |
| ALP | 32 IU/L |
| GGT | 2 IU/L |
| Bilirubina totale | 0,4 mg/dl |
| Proteine totali | 7,8 g/dl |
| Albumine | 2,8 g/dl |
| Globuline | 5 g/dl |
| Rapporto A/G | 0,6 g/dl |
| Colesterolo | 118 mg/dl |
| Urea | 120 mg/dl |
| Creatinina | 3,69 mg/dl |
| Glucosio | 384 mg/dl |
| Calcio | 12 mg/dl |
| Fosforo | 3 mg/dl |
| Peso | 3,6 kg |
Valori inferiori ai minimi per PLT; superiori per ALT, Bilirubina, Urea, Glucosio, Calcio. La Creatinina (molto alta!) non è ancora così da paura: riesco a fare pipì spontaneamente e abbondantemente. Il peso è appena un pelo pił basso della precedente rilevazione (erano 3,7 kg due settimane fa). I veterinari ritengono che la situazione sia ancora sotto controllo.
1 giugno 2004. Da qualche giorno Marina nota una scarsa reattività e una certa forma di apatia. Con Pierluigi cerco di mostrarmi come al solito: quando mi chiama mi alzo e gli vado incontro. Lo sto illudendo, in realtà, ma gli voglio molto bene e cerco di farmi vedere sempre al meglio. Comincio ad accusare qualche problema di vomito, ma poca, solita roba: un po' di pelo e succhi gastrici.
Vado a farmi controllare.
| RBC | 5,24 milioni / µL |
| Hb | 7,3 g/dL |
| Hct | 24,2 % |
| MCV | 46 fL |
| MCH | 14 pg |
| MCHC | 30 % |
| WBC | 33 / µL |
| PLT | 141000 / µL |
| MPV | 8,5 fL |
| AST | 21 IU/L |
| ALT | 39 IU/L |
| ALP | 46 IU/L |
| GGT | 5 IU/L |
| Bilirubina totale | 0,27 mg/dl |
| Proteine totali | 8 g/dl |
| Albumine | 3 g/dl |
| Globuline | 5 g/dl |
| Colesterolo | 82 mg/dl |
| Urea | 310 mg/dl |
| Creatinina | 9,95 mg/dl |
| Glucosio | 365 mg/dl |
| Calcio | 6,41 mg/dl |
| Fosforo | 5,68 mg/dl |
| Peso | 3,4 kg |
Stavolta trovare un valore nella norma si rivela una vera e propria caccia al tesoro... Cinzia, la veterinaria, ripete le analisi più volte, soprattutto per quella creatinina a valori stellari.
Mi fanno una siringona di flebo sottocute per tentare un improbabile abbattimento dei valori e si resta d'accordo per rivedersi due giorni dopo per ripetere il trattamento e ricontrollare.
Giovedì 3 giugno sera decido, da sola, che basta, non ce la faccio più. Smetto di mangiare e di bere; smetto di andare in cassettina. Vomito un paio di volte, e le zampe non mi reggono più, facendomi scivolare sul pavimento su cui ho appena rigurgitato. Posso fingere finché voglio: ormai anche Pierluigi si rende conto che c'è una sola soluzione: quella di portarmi a fare una puntura pietosa.
Non l'avevo mai visto piangere, ma passa qualche ora singhiozzando e accarezzandomi, ripetendo che non è giusto. Marina riesce, per il momento, a mascherare meglio (la botta la sentirà più tardi).
Mi accompagnano dal veterinario venerdì mattina 4 giugno. Marco, il vet, mi fa un paio di iniezioni (a distanza di qualche minuto) per farmi addormentare prima della puntura fatale. Durante tutto questo tempo Marina e Pierluigi stanno lì a cercare di far finta che tutto sia normale. A questo scopo, a casa, prima di portarmi in ambulatorio, mi hanno persino dato la razione di tonno (che, ovviamente, non ho neppure toccato) e fatto la solita dose di insulina.
Alle ore 9.30 del 4 giugno 2004 il mio stanco cuoricino ha smesso di battere.
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