Pierluigi e Marina avevano già parlato con il veterinario perché li aiutasse, alla mia morte, a trovare una gatta che fosse - morfologicamente - completamente diversa da me. Avrebbero voluto aspettare di rientrare dalle ferie. Tuttavia... Ecco cosa hanno annotato sul loro diario.
Quando martedì 8 giugno siamo ritornati dal veterinario per riprendere la cestina di Carotina, ad aspettarci c'era un piccolo batuffolo di un mese e mezzo e di neppure nove etti di peso. Rischiava di fare una brutta fine (la volevano costringere a vivere in campagna, senza "spese veterinarie per vaccinazioni o simili" a sfamarsi solo con topi, se fosse riuscita a catturarne) e, ovviamente, il vet si è rifiutato di consegnarla a chi non voleva un gatto ma solo una impresa di derattizzazione a costo zero.
Conoscendo il dottore, non ci stupiremmo se avesse fatto apposta a far "capitare lì per caso" questo scricciolo di gatta con l'argento vivo addosso.
Ovviamente, non abbiamo nessuna intenzione di "rimpiazzare" un gatto con un altro. Lea non è un rimpiazzo. Non sarebbe giusto per Carotina, non sarebbe giusto per Lea. Sarebbe assurdo per noi.
E, così, ora, un terremoto peloso si è accasato con i miei due amici bipedi. Non è una gatta con pedigree come ero io, ma questo non ha alcuna importanza. Sono sicura che loro sapranno ricoprirla di affetto e di attenzioni, proprio come hanno fatto con me per tutti questi lunghi anni.
Lo spirito di Carotina.

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